IRA FRONTEN: GRAZIE A LEI CULTURA ITALIA VIAGGIA NEL MONDO 

 

Spettacolo Abruzzo - IRA FRONTEN: GRAZIE A LEI CULTURA ITALIA VIAGGIA NEL MONDO

 

(ASIpress) - Tagliacozzo (L'Aquila) 1 feb. 2020 - Ira Fronten è venezuelana di adozione italiana. Cosa fa? Porta nel mondo la cultura di questi due splendidi Paesi. Impegnata nel cinema, teatro e televisione, nasce come modella e la statuaria bellezza, unita alla dolcezza del volto, la portano presto alla ribalta. Ma partiamo dall'inizio e vediamo cosa racconta ad ASIpress. Inizia a lavorare nell'adolescenza in una profumeria in Venezuela, quando viene a sapere che ci sarebbe stata una sfilata di moda al "Centro Italo Venezolano". Le prove per l'evento, dirette da Mariel Jaime Maza, fondatrice della Fondazione "La Barraca", sanno tanto di profumo di teatro e fanno scattare in lei la molla: sarò un'attrice. Da qui è stato un crescendo, anche oltre il Venezuela, prima Colombia e poi dritta dritta in Italia nel 2006. La sua prima performance in Italia? Quando nel 2009 va in onda "Due mamme di Troppo" (Mediaset), dove interpreta il ruolo di Asuncion recitando con Angela Finocchiaro e Lunetta Savino. Poi via via le cose vanno sempre meglio, le produzioni iniziano a notarla ed è un susseguirsi di impegni. Nel 2016 arriva il lavoro che la porta nelle sale cinematografiche italiane. Si tratta del film "Il ministro", per la regia di Giorgio Amato, dove come Esmeralda recita al fianco di Giammarco Tognazzi (è la sua cameriera-amante), Alessia Barela, Fortunato Cerlino, Edoardo Pesce, la bellissima attrice giapponese "che fa la cinese" Jun Ichikawa, Giulia Gualano, Gianluca D'Ercole e Giulia Di Quilio. Ira è proprio "nomen omen", è una "furia" nelle passioni per la cultura e il sociale e difficilmente si tira indietro quando vi è opportunità di aiutare qualcuno, sia in Italia che all'estero. Gira voce, anche se in modo garbato lei smentisce, che spesso fa donazioni a favore di associazioni che operano in Italia. Ma non dimentica mai il Venezuela, le sue radici e la povertà in cui è nata e cresciuta e forse proprio queste l'hanno spinta all'azione di "riscatto", ma fatta di dolcezza, come quando indossi un pullover di cachemire che ti scalda il cuore. Per lei, che ogni volta in conferenze stampa dice "i miei paesi sono Italia e Venezuela", un piccolo sogno nel cassetto esiste: quello di vedersi riconosciuto il ruolo di ambasciatrice della cultura italiana nel mondo e, magari, sbloccata la pratica per la cittadinanza italiana. Queso fascicolo è fermo al Tribunale di piazzale Clodio a Roma da 8 anni. E l'Abruzzo che c'entra? E' testimonial di uno dei più spettacolari raduni di auto d'epoca su scala nazionale, quello del "Circuito di Avezzano" ...e poi? E' stata più volte a Pescasseroli, adora l'orso marsicano e l'idea di protezione della natura che il Parco nazionale d'Abruzzo, nel tempo, ha messo in campo. Chiude dicendo ad ASIpress: "Dove c'è protezione dell'ambiente, esiste il rispetto per l'uomo e per la società intesa come sistema globale". Brava Ira, un abbraccio dall'Abruzzo. (Stefano Cristofani) (ASIpress) Red - Spettacolo Abruzzo - cod.43447 (01/02/2020 14:22:29) Stampa notizia