RIFIUTI: ABRUZZO, DA WWF E LEGAMBIENTE STOP DISCARICHE 

 

Ambiente Abruzzo - RIFIUTI: ABRUZZO, DA WWF E LEGAMBIENTE STOP DISCARICHE

 

(ASIpress) - Pescara 31 gen. 2020 - "Dalla discarica di Atri a quella di Cerratina in Val di Sangro sale l'attenzione sul vecchio modello di gestione dei rifiuti ormai superato e insostenibile sia sul piano ambientale che su quello economico". Lo affermano dal Wwf e Legambiente e lanciano il messaggio Stop Discariche. "In un Abruzzo nel quale - ha sottolineato il presidente regionale di Legambiente, Giuseppe Di Marco - i Comuni Ricicloni con una raccolta differenziata superiore al 65% rappresentano il 60% del totale, non c'è più spazio per una politica delle discariche. Gestioni efficaci e ben organizzate, raccolta porta a porta, politiche di prevenzione, tariffazione adeguata per disincentivare la produzione dei rifiuti e aumentare la qualità dei diversi materiali raccolti, sono gli ingredienti fondamentali per lavorare alacremente sul riciclo, sull'utilizzo della materia prima seconda che ne deriva e sulla chiusura del ciclo dei rifiuti attraverso gli impianti utili e necessari come i biodigestori anaerobici". Negli ultimi anni più del 52% delle imprese ha investito in modelli produttivi sostenibili registrando significativi aumenti in fatturato (+58%), export (+49%) e occupazione (+41%) rispetto alle aziende che invece non hanno adottato la linea green (GreenItaly 2017, fonte Unioncamere). Gli effetti benefici dell'economia circolare sulla reputazione aziendale sono altrettanto evidenti: il 78% delle aziende europee che ha adottato pratiche o iniziative di circular economy ha visto crescere la propria reputazione (fonte Ipsos). Secondo Wwf e Legambiente la vera sfida è il trattamento e recupero della frazione organica, a partire da digestione anaerobica e compostaggio. Attualmente infatti la frazione organica rappresenta in Abruzzo circa il 43% del quantitativo raccolto con la differenziata. "Non serve - ha dichiarato il delegato Abruzzo del Wwf Italia, Filomena Ricci - continuare ad ammucchiare rifiuti in depositi dannosi per l'ambiente e sempre più grandi, così come non serve bruciarli. Occorre una seria politica che punti in primo luogo alla riduzione degli scarti anche attraverso il riuso e il riciclaggio. Per quanto riguarda la frazione organica anche il compostaggio domestico e quello di comunità, soprattutto in una regione come l'Abruzzo, possono offrire un contributo importante e vanno per questo incentivati. L'obiettivo dev'essere rifiuti zero e prima ancora discariche e bruciatori zero". (ASIpress) Red - Ambiente Abruzzo - cod.43436 (31/01/2020 11:50:04) Stampa notizia