CACCIA: WWF RICORRE AL TAR PER CALENDARIO VENATORIO 

 

Ambiente Abruzzo - CACCIA: WWF RICORRE AL TAR PER CALENDARIO VENATORIO

 

 

(ASIpress) - Pescara 10 ago. 2018 - "La fauna e' un patrimonio indisponibile dello Stato e non un trastullo per i cacciatori. Sara' predisposta anche una segnalazione alla Corte dei Conti: assurdo insistere su scelte gia' bocciate da precedenti sentenze; politici e funzionari non possono sprecare in tal modo denaro pubblico senza risponderne personalmente". E' quanto annunciato dal Wwf dopo aver ufficialmente incaricato l'avv. Michele Pezone di predisporre un ricorso contro il calendario venatorio 2018-2019 cosi' come approvato dalla Regione Abruzzo. "Un calendario - spiega il delegato Abruzzo dell'associazione Luciano Di Tizio - che purtroppo ci riporta al passato, avendo nuovamente previsto il via libera alle doppiette gia' da settembre, senza alcuna ragione se non quella di accontentare la parte piu' retrograda del mondo venatorio. L'anno scorso avevamo elogiato l'assessore Pepe e il suo assessorato per il fatto di aver consentito l'apertura solo dal 1 ottobre. In una regione travolta dagli incendi era anche poco, ma rappresentava comunque un segnale di buona volonta'. Quest'anno sono tornati a prevalere gli interessi della piccola minoranza dei cacciatori rispetto a quelli della collettivita' e dell'ambiente". Aggiunge Dante Caserta, vicepresidente WWF Italia: "Non ci stancheremo mai di ripeterlo: la fauna e' considerata dalla legge italiana un patrimonio indisponibile dello Stato e non e' un trastullo per i cacciatori. Il calendario venatorio di conseguenza deve tenere conto in primo luogo dell'esigenza di tutelare questa fauna e non puo' ignorare le indicazioni di ISPRA e, peggio, far finta che non siano state emesse sentenze precedenti che hanno sancito precise disposizioni". "Ci rivolgeremo - annuncia Luciano Di Tizio - anche alla Corte dei Conti, forti del precedente recente di una condanna al risarcimento di un assessore e di un dirigente proprio su tematiche legate alla caccia. Ci sembra assurdo che si possa insistere su scelte gia' bocciate in sentenze passate in giudicato: politici e funzionari non possono sprecare in tal modo denaro pubblico senza risponderne personalmente". (ASIpress) Red/Ambiente/cod.37624 (10/08/2018 12:43:20) Stampa articolo in pdf