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CACCIA: MARCHE, ABRUZZO SI ADEGUI A CORTE COSTITUZIONALE 

 

 

 

Teramo 13 set. 2017

(ASIpress) "I cacciatori non possono effettuare i controlli faunistici. La Corte Costituzionale, su ricorso di associazioni contro la Regione Liguria ha dichiarato incostituzionale le disposizioni che abilitano squadre di cacciatori o cacciatori privati (selecontrollori) alle operazioni di controllo faunistico diverse dalla caccia vera e propria; pertanto il contenimento del cinghiale (caso tipo) nei periodi di caccia chiusa, nelle aree urbane, nelle oasi di protezione faunistica, spetta esclusivamente agli agenti venatori pubblici. Lo smantellamento parziale delle polizie provinciali, piu' volte criticato, si rivela ora un boomerang per la pubblica amministrazione locale; non e' possibile sostituire i guardiacaccia pubblici con cacciatori privati per le azioni di contenimento delle specie problematiche per l'agricoltura". Ad affermarlo e' il direttivo di Giustizia per l'Ambiente di Ascoli Piceno che riferendosi all'Abruzzo spiega: "La sentenza del 23 maggio 2017, depositata il 14 giugno, sembra essere passata in sordina in molte regioni italiane, soprattutto in Abruzzo dove addirittura gli Ambiti territoriali di caccia stanno denunciando le illegittimita' commesse dagli organi della Regione preposti alla caccia e all'ambiente. In questi ultimi giorni anche la Regione Marche ha disposto, in via sicuramente cautelativa, la sospensione del selecontrollo. Adesso sarebbe opportuno che cio' accadesse anche in Abruzzo, al fine di evitare anche la trasmigrazione di doppiette marchigiane sui monti e nelle aree protette abruzzesi. Auspichiamo che le associazioni ambientaliste abruzzesi, a cominciare dal Wwf, facciano propria questa sentenza per riportare legittimita' e sicurezza nella regione verde d'Europa". Denunciano da Giustizia per l'Ambiente di Ascoli Piceno: "Pur non avendo sedi istituzionali in Abruzzo siamo pronti a sostenere battaglie contro l'assessore regionale alla Caccia Dino Pepe che, stando a quanto riportato dai mass media, avrebbe portato avanti politiche favorevoli a una parte dei cacciatori, ad una prima impressione quella piu' aggressiva e dannosa per il territorio. Scelte scellerate che sarebbero culminate con la caccia notturna vietata dalla legge in tutta Italia". Continuano dalle Marche: "Le associazioni ambientaliste devono rimanere sempre allerta e seguire la giurisprudenza nazionale proprio per intervenire su situazioni spinose. E questa sentenza emessa dalla Corte Costituzionale su un ricorso in Liguria ha sicuramente valore giurisprudenziale in tutto il territorio nazionale". (ASIpress) Red Stampa articolo in pdf

 



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